No Trap

NoTrap è un programma di prevenzione del bullismo e cyberbullismo per le scuole secondarie di primo e secondo grado, basato sul modello della peer education.

NoTrap! (Noncadiamointrappola!) è un programma di prevenzione del bullismo e del cyberbullismo rivolto alle scuole secondarie di primo e secondo grado. L’efficacia del programma è stata dimostrata a livello scientifico con una riduzione significativa dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo (circa il 30%), della sofferenza delle vittime e complessivamente un miglioramento delle condizioni di benessere dei ragazzi e delle ragazze.

A partire da un modello di peer education/support, i ragazzi diventano gli attori principali lavorando sia nel contesto faccia a faccia (in classe) sia in quello online nella community del sito www.notrap.it. Gli insegnanti, dopo una formazione specifica, assumono un ruolo cruciale di supervisione del progetto e del lavoro dei peer educators.

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A chi si rivolge

Attraverso un approccio di tipo ecologico, il programma NoTrap! cerca di agire a diversi livelli coinvolgendo diversi attori, ruoli, figure e promuovere una responsabilizzazione collettiva. Il programma, dunque, nelle sue diverse fasi, si rivolge ai seguenti destinatari:

  • L’intero gruppo classe (classi seconde e terze delle scuole secondarie di primo grado, e prime e seconde delle secondarie di secondo grado): tutti gli studenti partecipano ad un incontro di sensibilizzazione finalizzato ad aumentare la consapevolezza sui fenomeni delle prepotenze nel mondo reale e virtuale; successivamente approfondiscono la riflessione grazie alle attività condotte dai peer educators
  • I peer educators: dopo la sensibilizzazione, 5 ragazzi circa per classe partecipano ad un training di formazione per diventare peer educators; quest’ultimi condurranno poi attività in classe con la supervisione degli insegnanti e contribuiranno online nella community notrap.it .
  • Gli insegnanti: il programma prevede una specifica formazione teorico-pratica degli insegnanti referenti delle classi partecipanti, aperta a tutto il corpo docenti della scuola;
  • Tutti i ragazzi della scuola che si iscrivono alla Community del sito di NoTrap (notrap.it ). Qui tutti gli iscritti potranno trovare un supporto anonimo da parte degli altri membri della community, sia dai peer educators sia da psicologi esperti. Tutte le attività del sito sono supervisionate da personale del nostro gruppo di ricerca.
Efficacia del progetto

La valutazione dell’efficacia del programma è stata effettuata seguendo un approccio Evidence-Based che ha analizzato i cambiamenti nelle classi che hanno partecipato alle diverse fasi del programma. Per quanto riguarda il bullismo, abbiamo visto come coloro che dichiarano di essere stati vittima nei 2-3 mesi precedenti la rilevazione, passano dal 30.4% al 16.8% con una riduzione del 45%. Dello stesso trend i dati relativi al coinvolgimento come bullo che passano dal 34.4% al 24.8% con una riduzione del 28%. Per quanto riguarda il cyberbullismo, vediamo che i coinvolti come cyber vittime passano dal 18.8% al 11.1% con una riduzione di circa il 40%. Allo stesso modo i cyberbulli che all’inizio dell’anno erano il 16,2% calano al 10% alla fine dell’anno con una riduzione del 38%. Abbiamo inoltre dimostrato come, in conseguenza della diminuzione della vittimizzazione faccia a faccia e cyber, ci sia anche una riduzione della sintomatologia internalizzata (sintomi di ansia, depressione, somatizzazioni).

Cambiamenti del genere non si sono invece verificati nel gruppo di controllo, composto da studenti di altre scuole della stessa tipologia che non hanno seguito il programma di intervento: i livelli di bullismo, cyberbullismo, vittimizzazione e cybervittimizzazione, restano stabili nel tempo se non si interviene in maniera efficace.

Nel complesso il programma NoTrap! si è dimostrato efficace e vincente perché ha deciso di investire sulle potenzialità degli adolescenti, favorendo un processo che li porta ad essere attori di cambiamento nel gruppo classe.

Non bisogna dimenticare, infine, il decisivo ruolo che le nuove forme di comunicazione online hanno avuto nel successo dell’intervento. Attraverso l’uso dell pagina web, del forum e della pagina facebook, infatti, i ragazzi hanno dimostrato che l’utilizzo delle ICT può essere una fondamentale risorsa per il contrasto del fenomeno, consentendo il coinvolgimento delle classi interessate ma anche più in generale della comunità virtuale, quindi potenzialmente anche di ragazzi di altre classi e scuole.

Le basi scientifiche

Il programma si basa su un modello di intervento che mette i ragazzi stessi al centro del processo di cambiamento, lasciando a loro la guida delle attività con i compagni dopo un’iniziale fase di formazione condotta da adulti esperti.

I motivi per cui un simile approccio risulta vincente negli interventi con gli adolescenti, sono legati all’influenza che i pari giocano in questa fascia d’età e alla natura sociale del bullismo. Infatti il bullismo è un fenomeno di gruppo che può coinvolgere vari attori, tra cui il bullo, la vittima, ma anche gli spettatori, i possibili sostenitori del bullo e i difensori della vittima. Il limite di molti programmi antibullismo, fino ad oggi, è stato quello di concentrarsi esclusivamente sulla figura del bullo o su quella della vittima, ignorando il resto dei compagni che assistono alle prepotenze. Il programma NoTrap!, al contrario, mira proprio ad attivare i cosiddetti “spettatori” attraverso un coinvolgimento attivo finalizzato a fornire loro le competenze e gli strumenti per tradurre in azione i propri atteggiamenti contrari alle violenze e favorevoli all’aiuto della vittima.

Perché spesso gli spettatori non intervengono in una situazione di bullismo? I motivi che spingono gli spettatori a non agire in aiuto della vittima possono essere molteplici. Un primo fattore che può impedire agli spettatori di agire può essere la difficoltà ad interpretare la situazione come “bullismo”. A volte si classificano le prepotenze come uno scherzo, riducendo in tal modo la gravità dell’accaduto. Il programma NoTrap! cerca di lavorare in modo sistematico su tali ostacoli, ad esempio aumentando la consapevolezza degli studenti sulle caratteristiche del bullismo e del cyberbullismo. Infatti il programma prevede un incontro di sensibilizzazione iniziale, rivolto a tutta la classe, in cui i ragazzi vengono stimolati a riflettere sui fenomeni in questione, e sulle caratteristiche che li contraddistinguono. Spesso i ragazzi sottovalutano le conseguenze che le prepotenze possono avere su chi le subisce, o la difficoltà che può avere la vittima nel difendersi da sola. Addirittura talvolta pensano che sia colpa della vittima se si trova in quella situazione. Il programma NoTrap! cerca di lavorare fin dalle prime fasi sulle emozioni della vittima, sulle possibili conseguenze a breve e a lungo termine delle prepotenze, sui motivi per cui un ragazzo può essere “scelto” come vittima. Questo tipo di focus prosegue in modo più attivo anche nelle fasi successive, dal training con i peer educators, fino alle attività in classe. L’obiettivo non è semplicemente quello di aumentare la consapevolezza sulla condizione di chi subisce le prepotenze, ma si vuole stimolare l’empatia dei ragazzi verso i compagni in difficoltà e stimolare nei bystanders un atteggiamento a favore della vittima. Empatia e atteggiamento pro-vittima sono infatti prerequisiti fondamentali per attivare comportamenti di difesa a favore delle vittime.

Anche laddove i ragazzi riconoscono la situazione come bullismo e vorrebbero aiutare la vittima, spesso non intervengono perché non sanno cosa fare. Il programma NoTrap! riserva ampio spazio alla riflessione sulle strategie di coping efficaci per contrastare i fenomeni. In particolare durante il training e le attività faccia a faccia i ragazzi vengono stimolati a riflettere sul fatto che non esiste una strategia unica valida in tutte le situazioni di prepotenza, ma che si può trovare la miglior soluzione per quello specifico episodio o situazione.

Attraverso un modello di peer education e peer support il programma NoTrap! mira a incentivare una responsabilizzazione attiva dei ragazzi. Attraverso una formazione sistematica si cerca di aumentare la percezione di autoefficacia dei ragazzi stessi e di stimolare in loro un senso di responsabilità nei confronti della vittima. Successivamente, i peer educators lavorano attivamente con i compagni assumendo un ruolo di modello positivo, promuovendo comportamenti prosociali e di difesa della vittima. L’obiettivo è lanciare il messaggio che facendo finta di niente tutti noi siamo in parte responsabili della sofferenza della vittima, ma che unendo le forze possiamo fare qualcosa per porre fine alle prepotenze.

Le azioni

PER GLI INSEGNANTI: Un incontro di formazione teorico- pratica (3h) rivolto agli insegnanti referenti di tutte le classi coinvolte (almeno 2 referenti per classe) e a tutto il corpo docenti. A partire da un approfondimento teorico sui fenomeni del bullismo e del cyberbullismo, si passerà ad una formazione pratica finalizzata a coinvolgere in maniera attiva gli insegnanti in alcune fasi del programma- soprattutto quella di supervisione diretta degli interventi in classe dei peer educators.

PER LE CLASSI:

Rilevazione dati iniziale e finale: Due incontri (1h) in ogni classe.

Somministrazione dei questionari predisposti dal gruppo di ricerca per il monitoraggio dei comportamenti e dei processi sottesi da effettuarsi ad inizio anno scolastico e alla fine.

Lancio del progetto e sensibilizzazione: Un incontro per classe o coppie di classi (2h).

Presentazione del programma alle classi e sensibilizzazione rispetto alle tematiche del bullismo e del cyberbullismo. Attraverso l’ausilio di materiale audio-visivo i ragazzi sono sollecitati a riflettere sulle caratteristiche del bullismo tradizionale e del cyberbullismo. Alla fine dell’incontro in ogni classe viene selezionato un gruppo di ragazzi che diventeranno peer educators.

Training dei peer educators: un incontro (8h) rivolto a tutti i peer educators della scuola (4-5 ragazzi per classe partecipante).

La formazione sarà finalizzata a preparare gli studenti ad assumere il ruolo di educatore tra pari. In questa fase vengono proposte diverse attività volte al potenziamento della competenza emotiva, delle capacità empatiche, dell’abilità di ascolto, della capacità di problem-solving e delle strategie di coping adattive. Il training si pone anche l’obiettivo di lavorare sulle tecniche di comunicazione online, sulla conoscenza della piattaforma del progetto e sulle competenze e responsabilità del peer educator nella comunità-web. Saranno fornite indicazioni sull’attività di moderazione e supporto che i peer educators porteranno avanti online sulla piattaforma del programma, in maniera protetta e sempre supervisionata dagli esperti. Sarà fornito un manuale a tutti i ragazzi (Manuale del Peer Educator).

Interventi dei peer educators in classe: Due incontri (2h ciascuno) supervisionati dai docenti referenti.

In questi incontri sono i peer che devono guidare alcune attività lavorando in piccoli gruppi all’interno della classe e adottando un approccio di lavoro cooperativo. Il primo incontro si concentra sul riconoscimento emotivo e sull’empatia, mentre il secondo sull’uso della tecnica del problem solving per affrontare situazioni di bullismo e di cyberbullismo. In tutti gli incontri, il lavoro viene condotto focalizzandosi in parallelo sul punto di vista della vittima e dello spettatore e si chiude con una discussione generale a cui partecipa tutta la classe. Nel corso delle attività, inoltre, i ragazzi realizzano dei cartelloni da attaccare in classe, che, oltre a lasciare traccia del lavoro svolto, costituiscono un promemoria utile da avere sempre sott’occhio. Sarà fornito materiale specifico che li condurrà nelle attività (Diario delle Attività).

Interventi dei peer educators online: online, a partire dalla fine del training sul sito del programma.

Tutti i peer online sono coinvolti attivamente come moderatori del forum della community sul sito del programma (www.notrap.it) . Il loro compito è proporre materiale da postare e da discutere, oltre che partecipare attivamente alle discussioni già attivate, rispondendo alle richieste di aiuto che chiunque, in maniera anonima, può fare sempre sotto la continua supervisione di esperti (Psicologi). Nella pagina web è inoltre possibile chiedere aiuto ad adulti psicologi (admin educators): i ragazzi possono scrivere in maniera anonima per richieste di supporto più importanti e confidenziali.

Pubblicazioni scientifiche
  • Menesini, E., Nocentini, A., & Palladino, B. E. (2012). Empowering Students Against Bullying and Cyberbullying : Evaluation of an Italian Peer-led Model. International Journal of Conflict and Violence, 6(2), 313–320.
  • Menesini, E., Palladino, B.E. & Nocentini, A. (2015). Online and School based intervention to prevent cyberbullying among adolescents. In T. Völlink, F. Dehue & C. McGuckin (Eds.), Cyberbullying: from theory to interventions. London: Taylor & Francis.
  • Palladino, B. E. (2013). Evidence-based intervention against bullying and cyberbullying: measurement of the constructs, evaluation of efficacy and mediation processes. Unpublished doctoral dissertation, University of Florence.
  • Palladino, B.E., Nocentini, A. (2015) Gli interventi sistematici e certificati. In E. Menesini & A. Nocentini (Eds.), Il bullismo a scuola. Come prevenirlo, come intervenire. Collana Psicologia e Scuola. Firenze: Giunti Scuola & Giunti O.S.
  • Palladino, B. E., Nocentini, A., & Menesini, E. (2012). Online and offline peer led models against bullying and cyberbullying. Psicothema, 24(4), 634–639.
  • Palladino, B.E., Nocentini, A., Menesini, E. (2013). Noncadiamointrappola! Reti faccia a faccia e online per la prevenzione e il contrasto del bullismo e del cyberbullismo. In M.L. Genta, A. Brighi & A. Guarini (Eds.), Cyberbullismo. Ricerche e strategie di intervento (pp. 111-121). Milano, Italia: Franco Angeli.
  • Palladino, B. E., Nocentini, A., & Menesini, E. (2016). Evidence‐based intervention against bullying and cyberbullying: Evaluation of the NoTrap! program in two independent trials. Aggressive Behavior, 42(2), 194–206. http://doi.org/10.1002/ab.21636
  • Zambuto, V., Palladino, B.E., Menesini, E. (2014). Noncadiamointrappola! Un intervento Evidence-Based di prevenzione del bullismo e del cyberbullismo a scuola, Psicologia e Scuola, 32, 43-50.
  • Zambuto, V., Palladino, B. E., Nocentini, A., & Menesini, E. (2015). Why some students want to be actively involved as peer educators and other do not? Findings from NoTrap! anti-bullying and cyberbullying program., Manuscript submitted for publication.

Scuole coinvolte nei nostri programmi

Anno scolastico 2011/2012:

Lucca

  • IISS Chini, Lido di Camaiore (LU)
  • ITI – Liceo scientifico G. Galilei, Viareggio (LU)
  • ISI Pertini, Lucca (LU)
  • ISI Civitali, Lucca (LU)

Firenze

  • ISIS Leonardo da Vinci, Firenze (FI)

Anno scolastico 2012/2013:

Lucca

  • IISS Chini, Lido di Camaiore (LU)
  • ISI Pertini, Lucca (LU)
  • ISI Civitali, Lucca (LU)
  • ISI Machiavelli, Lucca (LU)

Anno scolastico 2014/2015:

Lucca

  • ISI Pertini, Lucca (LU)
  • ISI Nottolini, Lucca (LU)
  • ISI Machiavelli, Lucca (LU)
  • Esedra Scuole, Lucca (LU)
  • ISI Fermi, Lucca (LU)
  • Liceo scientifico Michelangelo, Forte dei Marmi (LU)
  • ISI Barga – Alberghiero, Barga, (LU)
  • ITI Vecchiacchi, Castelnuovo di Garfagnana (LU)
  • Scuola secondaria di primo grado dell’IC Chelini, Lucca (LU)
  • Scuola secondaria di primo grado dell’IC Don Milani, Viareggio (LU)
  • Scuola secondaria di primo grado dell’IC Motto, Viareggio (LU)
  • ISI Carlo Piaggia, Viareggio (LU)

Anno scolastico 2015/2016:

Firenze

  • Scuola secondaria di primo grado E.Fermi , Scandicci (FI)
  • Liceo Scientifico A.Gramsci, Firenze (FI)
  • Scuola Pubblica Liceo Niccolò Machiavelli, Firenze (FI)
  • Istituto SALVEMINI-D’AOSTA, Firenze (FI)
  • Scuola secondaria di primo grado dell’IC di Calenzano (FI)
  • Scuola secondaria di primo grado dell’IC Cavalcanti, Sesto Fiorentino (FI)
  • Scuola secondaria di primo grado dell’IC Barsanti, Firenze (FI) (nell’ambito del progetto Le Chiavi della Città)

Lucca

  • ISI Machiavelli – Liceo delle Scienze Umane, Lucca (LU)
  • ISI Pertini, Lucca (LU)
  • ITIS Vecchiacchi, Castelnuovo di Garfagnana (LU)
  • Scuola secondaria di I grado Chelini, Lucca (LU)
  • ISI Nottolini, Lucca (LU)
  • Scuola Secondaria di Primo Grado “E. JENCO”, Viareggio (LU)
  • ITI FERMI, Lucca (LU)
  • ISI Marconi e Seravezza, Viareggio (LU)